Cessione quota immobiliare tra coeredi: chi paga la sanatoria

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STELLA & Partners fa chiarezza su un’ipotesi molto frequente nella gestione dei patrimoni: la divisione di un immobile ereditato quando emergono irregolarità urbanistiche del passato. Spesso accade che uno dei coeredi decida di rilevare le quote degli altri per diventarne proprietario esclusivo e sciogliere la comunione. Sebbene l’accordo economico si trovi rapidamente, le criticità nascono quando il notaio richiede la documentazione per il rogito e si scoprono difformità edilizie (come spazi alterati o tramezzi spostati) realizzate in passato dai genitori senza le necessarie autorizzazioni.

In questi casi, la responsabilità tecnica ed economica ricade sull’intera comunione ereditaria. Gli eredi, infatti, subentrano nell’immobile nello stato in cui si trova. Di conseguenza, le spese per la sanatoria edilizia (parcelle dei professionisti e sanzioni comunali) e i costi per il rilascio dell’obbligatorio Attestato di Prestazione Energetica (APE) devono essere ripartiti tra tutti i coeredi, in proporzione alle rispettive quote. Per snellire l’operazione, la soluzione più comune prevede che l’acquirente gestisca materialmente la pratica di sanatoria, scomputando preventivamente la quota di competenza del coerede venditore direttamente dal prezzo pattuito per la compravendita.

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